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Un Pò Di Storia Sui Satelliti Meteo

 

Un Pò Di Storia Sui Satelliti Meteo

 I satelliti Meteorologici fanno parte della famiglia dei satelliti  denominati artificiali  e con questo termine va inteso qualsiasi oggetto posto dall'uomo in un orbita attorno alla Terra o attorno ad un altro corpo celeste. 

Va precisato che un satellite artificiale può venire posto in un'orbita terrestre in tre modi diversi o lungo l'equatore (orbita "Equatoriale o Sincrona") oppure passante per i poli (orbita "Polare") od ancora su un'orbita inclinata rispetto l'equatore, comunque tutti ad una altezza non inferiore ai 130 Km e per potersi mantenere in orbita deve essere data al satellite una velocità orbitale sufficiente a contrastare la forza di gravità Terrestre altrimenti verrebbe attratto rapidamente verso Terra.

Attualmente, attività quotidiane come telefonare, vedere la TV o ascoltare la radio hanno spesso relazioni dirette o indirette con l'uso dei satelliti artificiali e il loro numero in orbita attualmente attivi raggiunge quasi il migliaio e tutti girano su orbite predeterminate e perfettamente controllate da Centri di Controllo CDA che provvedono alla loro correzione ogni qualvolta se ne presenta la necessità.
Ma ora andremo a vedere da vicino la categoria di satelliti artificiali chiamati "Meteorologici" e di grande aiuto per le previsioni del tempo.

Sebbene molti sappiano già della loro presenza nello spazio non fosse altro che per le loro immagini mostrate spesso in TV durante le previsioni del tempo, sono pochi però quelli che ne conoscono la loro storia e subito va detto che le loro immagini non sono soltanto belle a vedersi ma contengono numerosissime informazioni che se interpretate correttamente ed integrate con altri dati (come ad esempio la pressione atmosferica, la temperature al suolo ed in quota, ecc.), divengono utilissime per fare previsioni del tempo a breve e media scadenza e inoltre possono essere un'importante fonte di studio riguardante l'agricoltura e la climatologia. Quindi vediamone un po' la loro storia.

In sintesi possiamo dire che si tratta di satelliti artificiali che dallo spazio inviano quotidianamente a terra immagini della situazione Meteorologica e Climatologica in atto sul nostro pianeta. Il primo satellite artificiale meteorologico fu lanciato in orbita dalla NASA il 1° Aprile del 1960 e si chiamava TIROS 1  da non confondere con il primo satellite artificiale che fu lo Sputnik 1, lanciato dall'Unione Sovietica il 4 ottobre del 1957 e rimase in orbita per soli 92 giorni.
Le  immagini Meteo inviate dal TIROS 1, ancora poco dettagliate, venivano registrate a bordo e poi inviate a terra su comando da parte dei tecnici addetti ai centri di controllo CDA della NASA.

Al  TIROS 1 seguirono in graduale successione altri satelliti simili fino al 1964, quando questa prima serie sperimentale di satelliti Meteorologici venne sostituita poi da una nuova serie di satelliti operativi molto più sofisticata il cui nome era Nimbus .

Il Nimbus rispetto ai satelliti TIROS era in grado di fornire immagini molto più nitide e dettagliate sotto forma di fotografie e le immagini erano riprese in sequenza e trasmesse in tempo reale lungo le sue orbite e non più registrate a bordo e quindi a disposizione di chiunque si attrezzasse con apposite apparecchiature di ricezione. Va anche detto che nel periodo1966-1970 ai  Nimbus venne affiancata una nuova serie di satelliti meteorologici USA chiamati ESSA con caratteristiche simili . 

Alla fine degli anni 60 gli studiosi di scienza e Meteorologia si resero sempre più conto dell’importanza di questi satelliti non solo per rilevare i corpi nuvolosi, ma anche per ottenere altri tipi di informazioni relative al suolo terrestre, così agli inizi degli anni 70, tenendo presente l'esperienza  fatta nei dieci anni precedenti, venne

approntata una nuova serie di satelliti ancora più sofisticata delle precedenti e cioè capaci di riprendere immagini oltre che nello spettro del visibile anche nello spettro dell'Infrarosso.

Il primo satellite di questa serie fu lanciato il 23 Gennaio del 1970 e gli venne dato il nome provvisorio di ITOS 1  poi a quelli successivi venne dato il nome di NOAA, nome tutt'ora impiegato  per tutti i satelliti meteorologici americani in orbite polari che seguirono, ultimo dei quali e forse definitivamente, è il  NOAA 18 lanciato il 20 Maggio 2005.

Va chiarito che fino al satellite NOAA 1, sui satelliti meteorologici veniva impiegato un sistema di ripresa molto simile a quello di una normale telecamera, poi dal 1972 con il NOAA 2 e successivi, la telecamera venne sostituita con un nuovo sistema di ripresa chiamato Radiometro a Scansione .

Si trattava di un sofisticato sistema elettromeccanico capace di riprendere immagini con differenti definizioni oltre che nello spettro del visibile anche in quello dell’infrarosso e ciò  permetteva di tenere sotto controllo la situazione meteorologica anche durante i passaggi notturni. Va anche precisato che il sistema di ripresa a Radiometro viene tutt'ora impiegato su tutti i satelliti in orbita polare sia americani che russi.

A proposito di satelliti meteorologici russi, di loro non si conosce moltissimo, ma è certo che il loro primo satellite meteorologico sperimentale venne lanciato nel Giugno del 1966 e portava il nome di Cosmos 122, seguito nell’anno successivo dal Cosmos 144 e da altri Cosmos fino ad arrivare al 26 marzo del 1969 quando venne lanciato il Meteor 1-1  che rappresentava il loro primo satellite meteorologico ufficialmente operativo.
Attualmente la Russia dopo la recente disattivazione per avaria del RESURS 01-N4, del Meteor 3-2 e del Meteor 3-5, ha in attività soltanto il satellite di nuova generazione Meteor 3M-1 , l'OKEAN 0 di vecchia generazione ed alcuni geostazionari della serie GOMS (ma attualmente spento); l'OKEAN 0 però viene attivato soltanto saltuariamente e per tempi raramente superiori ai tre o quattro minuti ma da tempo tace e si presume che anch'esso sia andato in avaria.

Nel 1974 ebbe inizio un'ulteriore tappa importante nell’indagine meteorologica via satellite con il lancio da parte della NASA del primo satellite meteorologico Geostazionario ufficiale chiamato SMS 1 . Va detto però che il satellite SMS 1 non fu in assoluto il primo satellite Meteo in orbita geostazionaria in quanto già nel 1967, con il satellite sperimentale ATS 3 , venne sperimentato un  sistema di ripresa d'immagini della Terra vista da un satellite geostazionario e la cui esperienza fu applicata poi ai successivi  SMS oltre che a tutti i successivi satelliti geostazionari USA ed Europei.

Da notare che dal 1960 al 1967 tutti i satelliti meteorologici giravano intorno alla terra su orbite così dette basse (cioè fra i 500 e i 1500 Km) e chiamate "Polari", in altre parole tracciavano orbite che andavano da un polo all'altro della terra e chi da Nord verso Sud e chi da Sud verso Nord.
I satelliti posti in orbita geostazionaria  girano invece intorno alla Terra lungo la linea dell'equatore e ad una altezza di 36.000 Km con una velocità angolare uguale a quella di rotazione della terra. Ciò fa si che un satellite geostazionario rimanga per una determinata punto terreste come se fosse fermo nello spazio e quindi l'antenna di ricezione (di solito una parabolica) va puntata verso un determinato punto fisso dello spazio in modo stabile.   

Il vantaggio di un satellite in orbita geostazionaria (chiamata anche  Sincrona)  non è soltanto però quello di puntare l'antenna di ricezione una sola volta, ma soprattutto per  l'altezza in cui si viene a trovare (36.000 Km) e per il suo sincronismo con la rotazione terrestre, il satellite può riprendere e mantenere sotto controllo costantemente una situazione meteorologica relativa ad un'area vastissima e sempre la stessa e ciò facilita grandemente i Meteorologi nelle loro previsioni.

Infatti nel 1975, al geostazionario  SMS 1 seguì l'SMS 2  e poco tempo dopo partì una nuova serie operativa di satelliti geostazionari americani ai quali venne dato il nome di GOES tutt'ora impiegato per tutti i loro satelliti Meteo Geostazionari operativi.

Il primo della serie GOES venne lanciato il 16 Ottobre del 1975 e gli venne dato appunto il nome di GOES 1, poi ne seguirono altri ed attualmente il GOES 12 è l'ultimo della serie e tutti i GOES lanciati fino ad ora sono posizionati o sopra o nelle vicinanze del continente Americano.

 L’Europa  ebbe il suo primo satellite Meteorologico Geostazionario solo tre anni dopo il lancio del primo SMS (USA) e più precisamente il  23 Novembre del 1977, quando l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea pose in orbita Equatoriale a zero gradi di Longitudine e zero gradi di Latitudine il Meteosat 1 .

 Da quella data ad oggi sono stati lanciati altri sei satelliti Geostazionari Europei della serie Meteosat  fino a giungere al Meteosat 7 ultimo della serie le cui immagini sono state viste quotidianamente anche durante le previsioni del tempo in quasi tutte le TV, oppure navigando in Internet.  Questo satellite, sostituito dall’MSG-1,  attualmente è posizionato sull’Oceano Indiano, e controlla con le sue immagini la situazione meteorologica di una vasta zona, molto importante è il controllo dei Tifoni e dei Monsoni.

Nella prospettiva dei prossimi lanci di satelliti di nuova generazione Polari e Geostazionari, il futuro e lo sviluppo della ricezione satellitare amatoriale non è di facile prevedibilità, di certo si andrà verso la ricezione di immagini sempre più significative dal punto di vista delle informazioni meteorologiche oltre che più ricche di contenuti e in definizione, chiaramente però tutto questo richiederà apparati di ricezione sempre più sofisticati e costosi ma sono certo che i risultati saranno comunque all'altezza delle nostre aspettative.

Per finire chiedo scusa ai più esperti per il linguaggio poco scientifico adottato, ma ho scelto di  proposito di usare un linguaggio semplice per non annoiare troppo chi desiderava conoscere la storia di questi satelliti soltanto a grandi linee.